Storia della tintura naturale
I primi segni di questa attività risalgono all'incirca all'epoca
neolitica quando l'uomo da nomade è passato a una vita stanziale. Ogni
popolo ha iniziato a tingere i filati che aveva a disposizione, con
prodotti naturali per la maggior parte di origine vegetale, piante,
radici, licheni, ma anche insetti e molluschi che poteva trovare nelle
zone in cui viveva. Gli Egiziani ad esempio tingevano soprattutto il
lino, che cresceva molto rigoglioso , con piante come l'henné o il
cartamo ( per il giallo e il rosso ), l'azzurro invece era estratto da
alcune specie di indigofera o di isatis tinctoria. Il rosso proveniente
dall'Egitto è stato per secoli il più bello del mondo. Gli
Assiro−babilonesi tingevano essenzialmente la lana in fiocchi che poi
miscelavano durante la filatura dando origine a stupendi tessuti. I
Fenici, i quali sembra siano stati i primi ad utilizzare la porpora o
comunque i primi a commercializzarla, ricavavano il colore da tipi di
gasteropodi (Murex) i quali possiedono una vescichetta nella quale è
contenuto un liquido giallo che al contatto con l'aria si trasforma in
rosso. Gli indiani iniziarono a tingere i loro tessuti anche con
tecniche molto particolari tipo il "tye and dye", (lega e tingi) in modo
che il filato rimanesse, nei punti in cui non era legato, non tinto,
dando origine a particolari motivi. A questo popolo si deve infine la
scoperta della tintura con l'indaco, ancora oggi sono famosi gli azzurri
dei cotoni Indiani. Nell'estremo oriente, dove l'utilizzo della seta
risale al 300 A.C., i coloranti usati erano il cartamo per il giallo e
il rosso, il mirtillo per il blu e il lilla e più tardi anche l'indaco,
mentre i Giapponesi si specializzarono a tingere le loro sete con le
alghe, anche se purtroppo conosciamo poco i loro metodi di tintura in
quanto venivano tenuti segreti come pure la coltivazione del baco da
seta. I Maya, Aztechi e Incas tingevano le loro lane a noi allora
sconosciute come l'alpaca e la vicugna nei colori rosso di cocciniglia
(un insetto), i marroni ottenti dalle radici e i gialli dal legno. Da
questo periodo sino alla fine del 1800 grazie agli scambi commerciali
con l'oriente e con le Americhe la tintura naturale ebbe notevole
sviluppo e perfezionamento. Nacquero cosi scuole dove si insegnava
l'arte del tingere le fibre e intorno al 1600/1700 furono scritti
diversi manuali di tintura naturale.
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