Post

MANLIO BATTILORO

Immagine

ALGORITMI PER VALUTARE LA TOSSICITÀ DEI COLORANTI

Immagine
Quali sono le problematiche per valutare la tossicità dei coloranti? I coloranti sono estremamente diffusi negli oggetti di uso quotidiano e le proprietà di interesse sono, per esempio, l’irritazione cutanea, la tossicità acquatica, la mutagenecità e altre tipologie di tossicità. Il consorzio REACH&Colours Italia ci ha fornito un database in cui sono presenti dati, provenienti da multinazionali appartenenti al consorzio e proprietarie di numerosi studi tossicologici sui coloranti, per costruire modelli con la strategia precedentemente descritta. Per costruire buoni modelli QSAR sui coloranti, si devono affrontare anche alcuni problemi tecnici delicati, in quanto i coloranti sono di fatto miscele di diverse sostanze la cui descrizione molecolare risulta complessa (strutture dissociate, ioni ecc.) purtroppo per tali tipi di sostanze non sono ancora stati proposti in letteratura adeguati descrittori molecolari e di conseguenza, stiamo sviluppando alcuni nuovi descritto...

SINTESI DELL'INDACO

Immagine
Sintesi dell'indaco Reagenti utilizzati: acido antranilico (o−H2NC6H5COOH) acido cloroacetico (ClCH2COOH) NaOH aq. O2 Nella sintesi si uniscono acido cloroacetico, acido antranilico, carbonato sodico anidro e acqua. Utilizzando un refrigerante a ricadere si lascia bollire per tre ore. Si acidifica con HCl concentrato, si lascia riposare per una notte e si filtra il precipitato (il punto di fusione di quest'ultimo risulta superiore a 300°C in quanto è un sale interno). Si scioglie il sale in acqua bollente e si filtra a caldo su letto di carbone decolorante. Il precipitato è acido fenilglicil−o−carbossilico. Mettiamo il precipitato in un crogiolo con NaOH e acqua riscaldato da un mantello, portando la temperatura a 200−210°C. Man mano che la temperatura sale si fonde il solido e assume prima un colore verde chiaro e poi un colore arancione. A questo punto si pone la sostanza in acqua e si lascia la soluzione all'aria, notando una colorazione color ind...

STORIA DELLA TINTURA NATURALE

Storia della tintura naturale I primi segni di questa attività risalgono all'incirca all'epoca neolitica quando l'uomo da nomade è passato a una vita stanziale. Ogni popolo ha iniziato a tingere i filati che aveva a disposizione, con prodotti naturali per la maggior parte di origine vegetale, piante, radici, licheni, ma anche insetti e molluschi che poteva trovare nelle zone in cui viveva. Gli Egiziani ad esempio tingevano soprattutto il lino, che cresceva molto rigoglioso , con piante come l'henné o il cartamo ( per il giallo e il rosso ), l'azzurro invece era estratto da alcune specie di indigofera o di isatis tinctoria. Il rosso proveniente dall'Egitto è stato per secoli il più bello del mondo. Gli Assiro−babilonesi tingevano essenzialmente la lana in fiocchi che poi miscelavano durante la filatura dando origine a stupendi tessuti. I Fenici, i quali sembra siano stati i primi ad utilizzare la porpora o comunque i primi a commercializzarla, ric...

I PRINCIPALI CROMOGENI NATURALI

Immagine
I principali cromogeni naturali Numericamente i coloranti gialli comprendono la maggior parte dei coloranti naturali ma hanno una minore resa tintoriale dei rossi , dei blu e dei neri , e hanno basse proprietà di solidità, specialmente alla luce. I gialli naturali sono basati principalmente su cromogeni (flavoni, calconi, polieni) che sono molto instabili e sono stati completamente soppiantati da coloranti gialli sintetici. Tuttavia i cromogeni antrachinonici e indigoidi trovati nei coloranti naturali rossi e blu, sono alla base di molti dei moderni coloranti sintetici. ...Qualche formula di struttura... Per i coloranti gialli Per i coloranti rossi e blu...

COLORANTI E LA LORO CLASSIFICAZIONE

Classificazione in base all'impiego tintoriale Il sistema più razionale di classificazione dei coloranti è quello basato sull'impiego tintoriale, cioè sui sistemi industriali di applicazione dei coloranti stessi: si distinguono così i seguenti tipi. Coloranti Acidi( o anionici ) : possiedono auxocromi di tipo acido ( carbossile,ecc. ); sono capaci di tingere la lana e la seta ( non il cotone ) in bagno acido per l'affinità da essi presentata per i gruppi basici delle proteine animali e vegetali; si dividono in: semplici, al mordente e premetallizzati. Vi appartengono molti azoderivati, derivati solforici del frefenilmetano ( per esempio fucsina acida, violetto acido, eosina, ecc.), nitroso e nitro coloranti ( acido picrico, giallo naftolo, ecc.). Coloranti azoici a sviluppo ( o anche sintetici su fibra) : costituiti da coloranti azoici insolubili che si fanno formare ( o sviluppare ) direttamente sul supporto; derivano da naftoli, da benzotiazolo,...

PIANTE TINTOREE IL GUADO

Immagine
Pianta tintorea Guado ( Popolazione ) Guato, Glasto, Pastello dei Tintori, Gualdo, Pastello FAMIGLIA: Crucifere ; GENERE: Isatis ; SPECIE: Tinctoria ; N. VE_041 inserita il 04-07-2003 L'accessione e' a rischio di erosione genetica ! L'interesse per la riscoperta di questa pianta è scaturita da motivazioni storico-culturali di indubbio valore, in quanto proprio a causa della vocazione pedoclimatica della Valtiberina, essa ha rappresentato per alcuni secoli una componente essenziale nel commercio e nello sviluppo economico. SCHEDA IDENTIFICATIVA COMPLETA Guado - piante in fase di raccolta. Guado - piena fioritura. Università degli Studi di Pisa - Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali Via San Michele degli Scalzi, 2 / Facoltà d'Agraria 56124 - Pisa (PI) Tel.: 050 2218940, Fax: 050 2218970 e-mail: macchia@agr.unipi.it Attività: Unità di Ricerca e Conservazione del Germoplasma Tecnici Referenti: Angelini Porf.ssa Lucian...